I social network nel settore del turismo

Dedichiamo oggi un post all’impatto dei social media e dello storytelling sul turismo, viaggi e vacanze. Nessun altro settore probabilmente, ha beneficiato dei social network quanto quello turistico.

Lo storytelling, o il raccontar storie, è davvero essenziale nel momento in cui si viaggia: si vogliono condividere foto di paesaggi idilliaci, racconti e soprattutto opinioni, per “mettere in guardia” o consigliare gli altri sul visitare o meno un posto.

Parliamo oggi del cosiddetto turista 2.0, quello che difficilmente si affida a metodi tradizionali come una guida, ma va a ricercare opinioni di viaggiatori per decidere se fare le valigie verso un posto oppure un altro.

Ben l’89% dei più giovani prenota le vacanze in base ai suggerimenti che trova su Facebook, Twitter o Instagram, dai commenti delle persone che ritengono in qualche modo autorevoli. Non solo i giovanissimi sono influenzabili, le percentuali sono importanti: tra il 30% e il 40% dei turisti riconosce di aver cambiato i piani di viaggio dopo aver letto commenti negativi.

Secondo un sondaggio del portale verticale del Gruppo Antevenio, i siti e le App più gettonate dai turisti italiani sono: Tripadvisor (33%), Booking (26%), Google (16%), Trivago (12%), Edreams & Expedia (6%) e infine i siti delle compagnie aeree (5%).

I social network nel settore del turismo

La risposta delle imprese del turismo

Qual è dunque la risposta delle aziende che si occupano di turismo a questa condivisione costante delle esperienze di viaggio?

La prima cosa che si nota è che la reputazione ormai non dipende più da ciò che fanno le aziende: spesso dipende dagli utenti, sono loro infatti a detenere il “potere”.
Una delle risposte delle aziende a questa crescente influenza dei social media nel turismo è sicuramente quella di “cavalcare i trend” sfruttando gli hashtag, condividendo informazioni e facendo sì che i turisti facciano una buona pubblicità sui social. Sempre più importante è avere un profilo Instagram, anche per le strutture nei luoghi più remoti.
È infatti online che si acquistano i viaggi, si prenotano gli hotel e anche i ristoranti. Le percentuali? Un 78% si rivolge ai principali servizi online, le cosiddette OTA (Online Travel Agency) Booking, Expedia e altre, mentre il 22% utilizza i canali tradizionali o si rivolge alle agenzie di viaggio.

L’importanza di utilizzare i social media

Cosa possono fare dunque le aziende e gli enti turistici? Sicuramente sfruttare a pieno il potenziale dei social media, monitorando le mention, inserendo immagini e contenuti accattivanti che stimolino l’interazione. In questo modo sarà più facile catturare l’attenzione degli utenti e, una volta acquisiti, dialogare con loro in modo autentico e originale, in modo che ci sia la fiducia dell’utente nella struttura turistica. Questo stimolerà condivisioni, pareri positivi e passaparola aiutando la struttura turistica a crescere.