Gli errori più frequenti delle aziende sui Social Network.

Ma i Social Network come canale di marketing per le aziende funzionano? Sì, funzionano. Il problema è che la maggior parte delle aziende li utilizza male.

Ormai sono tantissime le attività commerciali e le aziende che hanno scelto di inserire uno o più canali Social nel loro piano di promozione. Già! Promozione, non ho sbagliato a scrivere. L’errore è proprio quello di considerare i Social un canale di promozione invece che di comunicazione.

La maggior parte delle PMI si affaccia al mondo Social così:

  1. andiamo sui Social perché ci vanno tutti;
  2. apriamo una pagina Facebook senza budget;
  3. apriamo una pagina Facebook senza un piano;
  4. facciamo gestire la pagina Facebook a nostro nipote/cugino;
  5. ci aspettiamo tanti “like” e tante vendite.

Dei precedenti 5 punti non ce n’è nemmeno mezzo che sia corretto.Le aziende che ragionano così finiscono col fare grossi buchi nell’acqua. Di conseguenza, ai 5 punti precedenti, nel giro di breve se ne aggiunge un sesto:

6. i Social Media sono inutili per la nostra azienda.

No. I Social Media non sono inutili. I Social sono mezzi al nostro servizio, come una macchina. Se guidi male e vai a sbattere, non puoi dare la colpa alla macchina.

Ecco una lista dei principali errori da evitare sui Social Network. Perché l’utilizzo delle piattaforme sociali non sia solo uno spreco di tempo e denaro o, addirittura, una mossa controproducente.

1. Affidare la gestione dei Social a persone impreparate:

L’errore più grande e più comune, che è la causa di tutti gli errori successivi e sarà la causa del fallimento del progetto.

L’aspetto ludico dei Social Network non deve far credere che gestirli sia un gioco. Non lo è. Una persona non qualificata, che non conosce le regole e gli strumenti commetterà quasi sicuramente tutti i seguenti errori.

2. Attivare tutti i canali social:

Anche se li chiamiamo tutti Social Network, Facebook, Linkedin, Twitter. Instagram, Google+, Pinterest, non.sono tutti uguali (ma questo tuo cuggino non lo sa).

Ogni piattaforma social ha le proprie regole, i propri pregi ed i propri difetti. Meglio un solo profilo ben gestito che 5 mal gestiti.

3. Assenza di una strategia:

La richiesta che le aziende ci fanno quando forniamo consulenza Social è sempre la stessa: “Vogliamo Like. Vogliamo vendere”, è giusto che sia così. Lo scopo di chi dirige l’azienda, dopotutto, è quello di fare utile. Sta a noi convertire questa richiesta un po’ spiccia in una strategia ben definita.

Non ci sono regole assolute, le azioni da mettere in campo per ottenere risultati possono essere diverse. Ma solo la definizione di una strategia permette di:

  • fissare obiettivi comuni e condivisi;
  • mantenere un’immagine coerente;
  • non farsi trovare impreparati in caso di imprevisti;
  • ottenere dati misurabili e comprendere le performance dell’attività Social.

4. Non investire:

Conosci qualche attività che ti permetta di ottenere un ricavo a fronte di un investimento nullo? (l’estorsione non è ammessa come risposta) La natura di qualsiasi attività aziendale si basa sull’ottenimento di un profitto, che è pari al ricavo meno il costo.

Chi vuole ottenere dei profitti tramite l’uso dei Social Network deve essere pronto a sostenere dei costi, in termini di tempo, consulenza, strategia, e magari anche per la sponsorizzazione.

5. Pensare che quello che conta siano i “Like”:

Che gioia quando tuo cuggino ti invia la mail di resoconto annuale sull’attività Facebook: “Abbiamo raddoppiato i “mi piace” della pagina aziendale.”. Raddoppiare i “Like” non vuol dire niente
Acquistare like non qualificati o invitare tutti i profili possibili a mettere mi piace alla propria pagina aziendale è del tutto inutile a livello di performance business.

La conta dei “mi piace” è la vanity metric per eccellenza. Una vanity metric è, per definizione, un indicatore che non ha alcuna rilevanza ai fini del successo aziendale, e che ha l’unico scopo di risultare “appagante” per la direzione.

Molti potrebbero addirittura dirvi che si tratta di metriche dannose. Se considerare questa metrica dannosa è forse un po’ esagerato, considerarla un indicatore delle performance di campagna è un enorme errore.

6. Autoreferenzialità:

Anche tu dopo aver aperto la pagina Facebook, acquistato un po’ di like e postato prodotti e celebrazioni aziendali come se piovesse noti che i Social portano pochi risultati? Se pubblichi solo post che parlano della tua azienda I pochi a seguire i post pubblicati saranno amici, colleghi e parenti. Ma ben presto si stancheranno anche loro di mettere like e commetti per educazione. I fan acquistati non si cureranno mai della tua pagina, nel giro di breve si stuferanno di vedere i tuoi post autoreferenziali, toglieranno il “mi piace” alla tua pagina oppure bloccheranno le notifiche (anche se tu questo non lo sai perché tuo cugino non sa leggere i Facebook Insights).

I post autoreferenziali sono un vizio abbastanza diffuso, mi accorgo che la maggior parte delle aziende ci si deve scontrare per potersene rendere conto e poi cambiare, finalmente, strategia.
I Social Network non sono la TV. Non puoi imporre alle persone cosa devono fare sui Social, devi attirarli comunicando con loro e stimolando i loro interessi.

7. Pubblicare troppo/Pubblicare troppo poco:

Quanto spesso bisogna pubblicare sui Social? La risposta è: ogni volta che si ha qualcosa di interessante da dire.

Il cuggino di turno non sarà abituato a farlo, ma la gestione delle pubblicazioni di un’account Social aziendale deve basarsi su un piano editoriale. La cadenza delle pubblicazioni dovrebbe essere stabilità a priori in funzione di quanti contenuti di qualità si ritiene di poter produrre.

Fra le variabili che regolano l’algoritmo di Facebook, per esempio, ci sono la costanza e la quantità delle pubblicazioni, a patto però che si tratti di contenuti di qualità. Sì, ok, potremmo aprire un lungo dibattito su cosa significhi qualità. Tuttavia, se pubblichi un sacco di contenuti di scarsa qualità, non otterrai attenzione ed interazioni da parte del pubblico. In questo modo i tuoi post non riceveranno alcun boost.
Al contrario, essere poco costanti nella pubblicazione non permette di sfruttare l’algoritmo a proprio vantaggio e inoltre può risultare frustrante per il pubblico.

8. Pubblicare solo post di prodotto:

L’uso dei Social Network ai fini dell’incremento delle vendite può portare risultati estremamente soddisfacenti, talvolta sbalorditivi. Non bisogna però essere frettolosi. Un progetto social è un progetto a medio/lungo termine. Bisogna raggiungere i propri fan, coltivare il rapporto con loro, stimolare il loro interesse, rispondere alle loro domande, diventare autorevoli.
Un post interessante/utile/emozionante per il tuo pubblico può valere sulle vendite molto più di 10 post commerciali incentrati sul prodotto.

9. Non interagire:

Collegato al punto precedente. Se la tua intenzione è quella di usare i Social per pubblicare solo post promozionali e non rispondere alle domande dei tuoi clienti/non interagire con loro, cambia strategia, evita di buttare tempo e denaro.
I Social Network sono famosi per aver dato vita al rapporto 1 ad 1 tra aziende e clienti. Bisogna rispondere alle domande ed interagire, sempre. Per la mera promozione esistono molti altri canali.

10. Non nominare mai le altre aziende per paura della competizione:

Per stare sui Social bisogna essere “social”, e bisogna esserlo anche nei confronti delle altre aziende. Siamo su internet, dove le persone possono reperire tutte le informazioni che desiderano, quando lo vogliono. Nominare altre aziende (quando ne vale la pena) può renderti più umano agli occhi dei tuoi fan, al contrario non nominarle non servirà a farti evitare la concorrenza.

11. Non gestire/eliminare i commenti negativi:

Non è facile gestire i commenti negativi, bisogna ammetterlo, questa situazione è in grado di far emergere le vere capacità di chi lavora sui Social Media.
Stiamo parlando di commenti negativi, non di insulti o minacce, i quali possono anche costituire reato.
Spesso l’impreparazione di chi gestisce i canali social aziendali spinge a rimuovere i commenti negativi invece di rispondere. Se ben gestiti, i commenti negativi possono essere un’opportunità. Per far cambiare idea al cliente insoddisfatto/deluso, per dimostrare la proprio preparazione in materia, per far nascere una discussione costruttiva, per far bella figura nei confronti degli altri utenti.

Riassumendo, piuttosto che stare sui Social Network solo perché si deve è meglio non starci proprio, almeno si evitano brutte figure. La gestione delle pagine aziendali è tutt’altro che un hobby per chi è alle prime armi. L’introduzione dei canali social tra i mezzi di comunicazione aziendale va presa seriamente, pianificando strategia e budget, altrimenti meglio non aspettarsi grossi risultati. Meglio puntare al dialogo con i fan piuttosto che alla sterile sponsorizzazione dei prodotti.
Infine, i commenti negativi prima o poi arriveranno, meglio non farsi trovare impreparati.