Comunicare efficacemente facendo branding

Durante i Visual Storytelling Days dello scorso 26 e 27 maggio abbiamo assistito ad un interessante intervento di Carlotta Silvestrini sull’importanza, per le aziende e per chiunque abbia un marchio che desidera far conoscere e promuovere, di fare del buon branding. Vediamo che cos’è e quali sono le buone regole per portarlo avanti.

Ci sono molti modi di fare branding: attraverso la forma del tuo prodotto, attraverso il sito web, le pagine social, i video. Tutto deve essere necessariamente studiato e frutto di una strategia mirata. È necessario che nessuno abbia dubbi su chi sei e sui prodotti/servizi che proponi.

Comunicare efficacemente facendo branding

 

Lo sai che cos’è il branding?
Non semplicemente creare un’immagine aziendale: è scegliere di farsi veramente riconoscere dal tuo mercato, dal tuo pubblico, dai tuoi clienti attuali e futuri.
Si tratta infatti della definizione dell’identità del tuo marchio, e per riuscire ad individuarla e poi a trasmetterla, dovrai innanzitutto rispondere ad alcuni quesiti fondamentali:

  • Chi sei?
  • Qual è il tuo pubblico?
  • Qual è il tuo obiettivo?
  • Cosa ti distingue dalla concorrenza?

Non si può essere tutto per tutti, bisogna sempre operare una scelta. Se punti a essere l’azienda innovativa che promette novità nel tuo settore non puoi essere anche l’azienda storica che comunica continuità con la tradizione: devi avere ben chiaro innanzitutto chi sei, cosa vuoi proporre e come vuoi che i tuoi clienti ti percepiscano e riconoscano.
Come al solito, e come in ogni buona azione di marketing devi capire e selezionare qual è il tuo pubblico di riferimento, ovvero chi vuoi andare a colpire: studia il tuo target, e studia anche il contesto, ciò che fanno i tuoi competitor e ciò che è presente o non è presente sul mercato.
Le due cose fondamentali che dovrai tenere a mente sono:
– il mio prodotto/servizio soddisfa un bisogno reale del mercato?
– ho individuato il target: il mio utente di riferimento capisce davvero cosa gli sto proponendo/vendendo?
Questo è molto importante, bisogna partire dalle basi, altrimenti si rischia di fare le cose con in risultato di confondere i clienti ed eliminare qualsiasi obiezione che allontana il tuo cliente dall’acquisto, capendo dove ti collocherai nel mercato, cioè il tuo posizionamento di marca.
Riassumendo, quattro ingredienti fondamentali per il branding sono:

  1. Individuare il tuo target
  2. Analizzare i competitor anche sotto l’aspetto della comunicazione
  3. Interpretare la percezione del mercato
  4. Stabilire cosa ti differenzierà e come lo comunicherai

 

Originalità vs Unicità

Essere unici non significa essere originali. Non è necessario essere troppo creativi perché si rischia di insinuare dubbi nel cliente, e il dubbio non vende. Oggi i consumatori non possono avere tentennamenti: la comunicazione è sempre più mordi e fuggi, c’è pochissimo tempo per visualizzare e comprendere un marchio.
A questo proposito riportiamo alcune definizioni che ci arrivano da un notissimo brand: P&G, e che sono state presentate anche durante i Visual Storytelling Days. Sono strettamente legate alla comunicazione e al design di prodotto, ma ti saranno utili per comprendere meglio di cosa stiamo parlando quando parliamo di branding.
Si tratta di acronimi legati al momento della verità (in inglese “moment of truth”), ovvero all’istante in cui il cliente visualizza il tuo prodotto e decide se comprarlo o meno.

  • ZMOT (Zero moment of truth). Prima dell’acquisto, è probabile che il cliente cercherà online o da altre fonti le informazioni su ciò che vuole acquistare. È qui che devi chiederti: come sto comunicando e sponsorizzando il mio prodotto? Attraverso quali canali? Il modo in cui lo faccio arriva al mio cliente e soddisfa effettivamente un suo bisogno?
  • FMOT (First moment of truth). Le persone vedono il tuo prodotto e decidono se acquistare quello oppure altri, in un tempo davvero molto breve. Qui è indispensabile che ciò che vendi sia immediatamente comprensibile.
  • SMOT (Second moment of truth). Il tuo prodotto viene acquistato, perché percepito bene a livello di sensazioni, profumi, testi delle etichette, colori, sapori e rimane nella mente delle persone. Ma non è finita qui.
  • TMOT (Third moment of truth). Il cliente diventa “ambassador” del tuo prodotto, comunicando agli altri la buona esperienza che ha avuto utilizzandolo e favorendo il passaparola positivo.
Comunicare efficacemente facendo branding-1

Il momento in cui la creatività prende il sopravvento.

Stabilisci le linee guida

Per far sì che questa esperienza positiva ci sia, bisogna cercare di seguire delle linee guida di brand univoche e tendenzialmente fisse, sia nel packaging che in tutti i canali di comunicazione (sito web, social network e canali tradizionali).
Le linee guida di utilizzo e declinazione del marchio sono tutte quelle regole da applicare qualora vi sia la necessità di menzionare il brand attraverso contenuti visuali. Se hai individuato correttamente il tuo target e hai fatto una buona strategia di branding e di posizionamento puoi stare tranquillo: l’identità visuale del tuo marchio e il tone of voice rappresenteranno i tuoi tratti unici rendendo riconoscibile il tuo prodotto sempre, in poco tempo, e con pochi e fondamentali elementi.
Avrai così:

  • un logo, posizionato attraverso i giusti canali;
  • un messaggio chiave, da comunicare all’interno e all’esterno dell’azienda che catturi l’essenza del tuo brand;
  • template e modelli per l’utilizzo del marchio sui vari canali e materiali di marketing.

Ricorda: la creatività e la fantasia sono molto importanti ma la coerenza e l’uniformità sono quello che ti farà rimanere nella mente e nel cuore dei tuoi clienti!