Migrazione di un sito: come farla al meglio

La gestione della migrazione di un sito è un’operazione piuttosto delicata, che richiede grande attenzione e parecchio tempo.
Farla al meglio è però essenziale, se si vuole evitare di perdere il traffico faticosamente guadagnato, posizioni sui motori di ricerca e preziosi clienti. Ecco i trucchi per farla come si deve.

Rappresenta il terrore di ogni SEO Specialist e dei webmaster, ed è fonte di grande preoccupazione per le aziende.
Per fortuna ci siamo noi, che ti spiegheremo come effettuare una migrazione da un vecchio a un nuovo sito, evitando di incorrere in spiacevoli problematiche.

Prima di ogni cosa, bisogna fare una suddivisione delle azioni da compiere per effettuare in modo corretto la migrazione in ottica SEO del tuo sito:

  • Pre migrazione
  • Durante il Go Live
  • Dopo la migrazione

E’ essenziale infatti seguire questo cambiamento in tutte le fasi, per correggere eventuali errori in corsa ed evitare brutte figure con i tuoi utenti.
Due cose sono essenziali:

  • non perdere la rilevanza, che il tuo “vecchio” sito si era conquistato in anni di presenza online
  • non arrecare fastidi agli utenti, che navigheranno per la prima volta su un sito completamente nuovo: dovrà essere perfettamente usabile e intuitivo.

Migrazione-sito-web-come-farla-al-meglio

Fase Pre migrazione

Effettua un’analisi sui trend del traffico legato al tuo sito. Questa analisi ti farà capire se è effettivamente il momento più giusto per una migrazione, in quanto tempo potrebbe crescere il traffico una volta effettuata l’operazione o quali sono le pagine più viste, a cui dovrai dedicare più attenzione.

Analizza le keyword che portano più traffico al tuo sito: in questo modo sarà possibile creare nuovi contenuti SEO oriented.
Tieni anche d’occhio le landing page che ricevono più link e che portano al tuo sito. Queste sono le pagine in cui i redirect dovranno essere impeccabili.

Effettua una SEO audit, controllando se ci sono titoli duplicati, errori di crawling, link rotti ecc. Questo ti consentirà anche di vedere tutto ciò che non funziona nel vecchio sito.

Prepara una mappatura di tutte le URL del sito esistente e… via al redirect. Ogni pagina del vecchio sito va controllata e associata ad una nuova URL corrisponde nel nuovo sito, se una pagina del vecchio non ha corrispondenze nel nuovo reindirizza l’utente a una pagina dai contenuti simili. Diversifica i nuovi URL, non indirizzare tutto alla home, e non dimenticare nessuna pagina. Il redirect è la parte più importante nella migrazione di un sito.
Non esagerare però: è anche corretto che qualche pagina restituisca un errore 404, l’utente capirà che nel nuovo sito la pagina ricercata non esiste più e, auspicabilmente, si rassegnerà. La pagina errore 404 però non deve essere lasciata al caso…

Crea una pagina 404 custom. La probabilità che un utente, navigando sul nuovo sito, atterri su una pagina che non esiste più è piuttosto alta durante la fase di migrazione di un sito. Ecco perché è importante la pagina 404 e la sua personalizzazione. Crea una pagina che non infastidisca o disorienti l’utente, ma che lo agevoli nella navigazione delle pagine successive. Una buona idea è anche quella di tracciare questa pagina su Analytics, per ricavare informazioni coloro che vi si ritrovano sopra.

Controlla gli Analytics del tuo sito per verificare che vi sia una corrispondenza tra i tracciamenti del vecchio e del nuovo.

Fase di Go-Live

Aggiorna i link che portano al tuo nuovo sito (attenzione soprattutto se hai cambiato dominio). Puoi partire dai profili social per poi passare alle pagine pubblicitarie di tua proprietà che rimandano al sito, e infine a tutti i portali esterni che linkano al tuo sito, chiedendo eventualmente ai webmaster la modifica di questi link.
Nel caso di variazione del dominio è anche importante segnalarlo a Google Search Console. Questo è utile anche quando si cambia da http a https.
Controlla infine che i reindirizzamenti 301 siano stati configurati e installati correttamente, dalle vecchie pagine verso i nuovi contenuti corrispondenti.

Tieni d’occhio la sezione Real Time degli Analytics, verificando che il sito non vada giù o che non ci siano dei cali di traffico troppo consistenti.

Dopo la migrazione

Questo è il momento di fare gli opportuni controlli e analizzare l’andamento del nuovo sito. In particolare puoi tenere sempre d’occhio Google Analytics per monitorare cambiamenti anomali, e, dopo qualche settimana rifare l’analisi dei posizionamenti per capire se la migrazione è andata bene.
Ricorda che perdere qualche posizione sui motori di ricerca è normale: è un fattore che si stabilizzerà con il tempo. Passare dalla prima alla seconda pagina invece è un po’ meno normale e magari in quel caso è opportuno farsi due domande.

Siamo sicuri che se effettuerai tutti questi passaggi e dedicherai ogni giorno un po’ di tempo al controllo degli effetti della migrazione, lo spostamento sarà indolore e il nuovo sito sarà molto più splendente del precedente!