10 errori di content marketing che dovremmo evitare e invece commettiamo

Sai cosa significa avere una strategia di content marketing? Devi conoscere il tuo pubblico, produrre contenuti pertinenti alla tua attività, corretti nelle forma e nelle sostanza, capaci di attrarre l’interesse degli utenti per essere condivisi.
Fai tutto questo, sei sicuro? Oppure anche a te capita di commettere uno di questi 10 errori? Leggili e scopri come migliorare i tuoi contenuti e migliorare i risultati del tuo e-commerce e/o il posizionamento nei motori di ricerca.

Pubblicare contenuti online è inutile se non ottengono risultati e spesso, per diversi motivi, commettiamo alcuni errori. Abbiamo fatto una lista dei più frequenti che ci capita di vedere nel web.
Leggila e scopri se anche a te o alla tua azienda capita di commetterne e quali sono.

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“Chi non
ha mai tentato qualcosa di nuovo non ha mai commesso un errore”
cit. Albert Einstein

Che il mondo del web si sviluppi molto velocemente e con una buona frequenza è una verità indiscutibile. Difficile tenere il suo passo ma è indispensabile per ottenere i risultati prefissati, da un buon posizionamento sui motori di ricerca all’acquisizione di autorevolezza da parte degli utenti.

Imparare dagli errori del passato è importante per farci trovare preparati per le sfide che ci attendono nel futuro.
Nel mondo del content marketing, leggiamo di tutto su internet: dai consigli di pseudo esperti alle predizioni future basate su statistiche autorevoli.
Dobbiamo filtrare le informazioni dalle quali rischiamo di venir bombardati, grazie alla/a causa della nostra costante interconnessione. Se il nostro filtro funziona, allora possiamo utilizzare queste informazioni per imparare alla velocità che il web richiede e mettere in pratica le nostre nuove conoscenze nel nostro settore di attività.

Dobbiamo riconoscere che disponiamo di un buon numero di risorse di qualità e nonostante questo alcuni content marketers restano ancora indietro nelle proprie conoscenze, preferendo i vecchi metodi e le solite pratiche.
Ma la tecnologia è in continua evoluzione così come i social media hanno quasi monopolizzato le attività di comunicazione online e web marketing.
Allora, cosa non bisogna fare per stare al passo con i tempi? Seguite questi 10 suggerimenti!

Errore nr. 1: non aggiornare il blog

Il sito dell’azienda per la quale lavorate ha un’area blog ma non viene aggiornato da mesi. O non con la giusta costanza.
Magari il sito è aggiornato e ha una bella grafica, responsive per acciuffare gli utenti mobile-addicted, ma il blog viene trascurato per una serie di motivi.
Bene (no, per niente!), siete in buona compagnia. Ci sono molti blog aperti, impostati, iniziati anche con un certo entusiasmo… e poi lasciati a se stessi, abbandonati nella rete.
Il blog è uno strumento molto utile per le vostre tattiche di marketing e ha importanti benefici:

– aumentare il traffico del sito e creare strategia di inbound marketing e lead generation;
– migliorare il posizionamento nei motori di ricerca;
– facilitare l’integrazione con i social media;
– aumentare l’interesse verso i propri prodotti e migliorare l’autorevolezza del sito, dell’azienda insieme al marchio ed ai prodotti.

Quindi, l’assenza di un blog causa la totale perdita dei potenziali contatti, per esempio inserendo una call-to-action alla fine del post.
Se hai un blog ma non lo aggiorni con costanza, allora è tempo di pensare a un piano editoriale serio.
Secondo una ricerca di Hubspot il 60% dei marketers dichiara di aver indicato come priorità per il 2017 l’uso costante del blog e un terzo degli utenti vorrebbe vedere sul web più contenuti provenienti dai blog.
Un blog curato e aggiornato può essere una fonte per migliorare la propria attività.
Gli utenti richiedono più contenuti sul web e il blog è lo strumento ideale.

Errore nr. 2: ignorare le opportunità dell’e-mail marketing

Una campagna di e-mail marketing di successo può fornire una considerevole base di contatti per realizzare successive attività e ricordare periodicamente il proprio brand e i proprio prodotti agli utenti.
Secondo una ricerca dell’Huffington Post, una campagna di e-mail marketing di successo riesce a generare 41 dollari di vendite ogni dollaro speso.
È una prestazione migliore di una campagna su Facebook o su Google Adwords!

Hai già provato una campagna di e-mail marketing ma i risultati non sono stati soddisfacenti? Questi sono tre consigli da seguire per ottimizzare una attività simile:

– le e-mail inviate devono essere responsive, ovvero essere adatte agli schermi dei dispositivi mobili (smartphone e tablet);
– includere più di una call-to-action;
– utilizzare link personalizzati ai social media.

Naturalmente, è necessario prendersi del tempo per impostare una campagna di e-mail marketing e un suo calendario, utilizzando anche un linguaggio adatto per incentivare gli utenti ad agire.
Ma prima di tutto, una e-mail e l’intera campagna deve avere un oggetto chiaro chiaro!

Errore nr. 3: uso improprio dei social media

Attenzione ai social media! C’è chi ne abusa e chi invece li sottoutilizza. In entrambi i casi è un errore.
I social media sono un eccellente (e gratuito!) strumento per raggiungere il proprio mercato. Ma spesso vengono utilizzati in modo errato, per esempio non facendo attenzione alla concorrenza, non comprendendo il pubblico e soprattutto senza interagire con esso. Si perde per strada un potenziale enorme, nonostante gli sforzi compiuti.
Quindi, per non disperdere le energie, è importante seguire alcune regole:

– impostare un piano editoriale per la pubblicazione dei post su uno o più social media;
– realizzare una comunicazione adatta al social media e al pubblico al quale ci si rivolge;
– controllare se e come gli utenti interagisocno.

Nel 2017 una presenza nei social media è necessaria. Se ancora non ce l’hai, o se c’è ma non è utilizzata in modo appropriato, è arrivata l’ora di organizzarsi come si deve!

Errore nr. 4: non controllare cosa avete scritto prima di pubblicare

Come non è tutto oro quel che lucica, tutto cio che sembra banale non lo è.
Ops. Ve ne siete accorti vero?
Ci sono alcuni errori di grammatica nella frase d’inizio di questo paragrafo.
Come non è tutto oro quel che luccica, tutto ciò che sembra banale non lo è.
Che credibilità possiamo avere con i nostri lettori se quello che pubblichiamo non è corretto?

Per tutti quelli che gestiscono blog o si occupano di content marketing, un errore di battitura o di scrittura è più che fastidioso, è imperdonabile oltre che un insulto alla propria lingua!
Accertatevi di aver scritto in modo corretto e, ancora meglio, fate leggere quello che intendete pubblicare a un’altra persona. Pubblicare un testo con diversi errori non è molto professionale.
Un occhiata impiù non ha mai fatto male.
Ops.
Un’occhiata in più non ha mai fatto male! 😉

Errore nr. 5: non dedicarsi alla SEO

Ok, abbiamo detto che internet è un mondo in costante evoluzione, con nuovi algoritmi lanciati dalla mattina alla sera, nuove pratiche e nuovissime tecnologie.
Ma non sono scuse accettabili per trascurare la SEO!

Ignorare importanti sviluppi relativi ai contenuti, infarcire il testo di keywords, sovraccaricare il proprio sito, non aggiornarne il contenuto può causare la perdita di posizioni sui motori di ricerca, con gran gioia della concorrenza.
La SEO non sarà mai un tema definitivo, con ogni probabilità, chi lo sa!? Ma tenendoci aggiornati, seguendo gli sviluppi tecnologici e realizzando sempre contenuti di qualità, è possibile ottenere buoni risultati.

Errore nr. 6: preferire la quantità alla qualità

Produrre, produrre, produrre! È il mantra che guida molte aziende. Che producono beni semi/durevoli come quelle che producono contenuti.
Rimanendo nel nostro campo, ovvero quello dei contenuti online, produrne una gran quantità che non abbia granché a che fare con la nostra attività, non è affatto una delle migliori strategie.
Come già detto prima per i social media, bisogna capire chi sono gli utenti che interagiscono con noi e come si possono raggiungere quelli che non hanno ancora interagito.
Solo così possiamo produrre contenuti di qualità, interessanti per gli utenti e capaci di fargli comprendere l’autorevolezza del nostro sito o la buona qualità dei nostri prodotti.

L’obiettivo del contenuto non è quello di riempire uno spazio web, ma lasciare una impressione su chi lo legge.

Ancora più chiaramente, il contenuto deve influenzare il comportamento del lettore: nel 2017, nel mondo dell’iperconnesione continua si deve andare oltre la comprensione e mirare alla condivisione, al retweet.
Se poi da una di queste azioni si genera un contatto e poi un acquisto, bingo!

Errore nr. 7: non realizzare contenuti rilevanti

Anche questo consiglio riprende quello precedente.
Scrivere, scrivere, scrivere, con la fobia dello schermo bianco. Ma siamo sicuri che quello che scrivete sia rilevante? Ovvero, considerevole, importante per chi legge, sappia distinguere il proprio sito/blog da quello della concorrenza e soprattutto sia pertinente con l’attività?

Migliore è il contenuto e migliori saranno i risultati.

Le dinamiche del web sono all’incirca così:
un utente legge il tuo contenuto – lo trova talmente interessante e decide di condividerlo/retweettarlo/cliccare mi piace* – i suoi amici in contatto con lui noteranno la sua condivisione e faranno lo stesso.
Si crea un circolo virtuoso, nato grazie ad una persona che dall’altra parte del monitor (bhe, magari non proprio!) sa creare o è riuscito a creare un contenuto interessante che ha colpito l’interesse dell’utente.
Ecco perché nel 2017 è importante conoscere i propri utenti!

*Nella maggior parte dei casi, anche solo leggendo il titolo

Errore nr. 8: utilizzare solo uno strumento di distribuzione dei contenuti

Secondo una ricerca del Content Marketing Institute, nella creazione e nella distribuzione dei contenuti, di solito si considerano qualcosa come 13 strumenti tattici:

1. Sito web
2. Social Media
3. Case Studies
4. Newsletters
5. Eventi
6. Blog
7. Video
8. Articoli su altri siti
9. Illustrazioni/Foto
10. Pubblicazione scritta da un professionista esperto di una materia
11. Infografiche
12. Webinars/Webcasts
13. Presentazioni online

Un bell’elenco di strumenti da tenere in considerazione e da utilizzare, a seconda dello scopo e del pubblico al quale ci si rivolge.
Continuare ad utilizzare uno solo di questi strumenti, limita il proprio pubblico ma anche la propria forza creativa.
Perché?
Il contenuto per un webinar può essere sensibilmente diverso da quello utilizzato su un social media, un blog o un altro mezzo di comunicazione.
La libertà di creare contenuti come si può capire è davvero molto ampia! Quindi i consigli sono:

– realizzate contenuti per più strumenti (una newsletter o una presentazione online);
– non siate timidi nell’esaltare il vostro brand;
misuratene i risultati.

Male che vada, non avrete ottenuto il risultato sperato. Ma questo vi farà capire come potrete migliorare e vi lancerete nella prossima nuova sfida!

Errore nr. 9: non definire obiettivi reali

Qual è il tuo lavoro: creare contenuti o solo fare chiasso?
Il contenuto deve mirare a migliorare la consapevolezza del brand sul mercato, guidare il traffico al proprio sito e deve essere personalizzato per un pubblico specifico.
Sempre secondo la ricerca del CMI, solo il 31% di chi produce contenuti ha una precisa strategia.

Cosa è necessario fare quindi? Prima di determinare l’obiettivo della strategia di content marketing, i passi sono i seguenti :

identificare il proprio pubblico;
definire le parole chiave utilizzate per la sua ricerca e sulle quale sviluppare il contenuto;
– produrre un contenuto in uno stile attraente per il pubblico identificato.

Dopodiché, il passo successivo è quello di sviluppare un piano editoriale per definire:

frequenza di pubblicazione;
strumenti di pubblicazione.

Programmare un post sul blog è diverso di un tweet. Ma la loro frequenza dipende dal pubblico e dal loro bisogno di leggervi.

Errore nr. 10: non avere un sito responsive

Ne abbiamo già parlato in un post precedente. Ancora, nel 2017, questo può capitare. Avete fatto tutto: definito il vostro pubblico, impostato una strategia dei contenuti, scelto lo strumento attraverso il quale pubblicarlo e la frequenza.
Ma… il sito non è ottimizzato per i dispositivi mobili. In altre parole, non è responsive!
Se volete sapere come vengono utilizzati gli smartphone nel mondo, vi diamo alcuni dati tratti da una ricerca di Deloitte:

– il 40% degli utenti lo controlla 5 minuti dopo essersi svegliati;
– nell’arco della giornata, lo controlliamo dalle 47 alle 82 volte;
– il 30% lo controlla 5′ prima di andare a letto;
– metà degli utenti (quindi, metà di noi!) lo controlla nel mezzo della notte.

Leggendo queste dinamiche di comportamento, scegliere di non ottimizzare il sito web per smartphone e tablet è davvero un errore enorme.
Soprattutto, dopo il lancio del nuovo algoritmo di Google che premia i siti responsive nelle ricerche.

I nostri tempi e metodi di connessioni sono stati stravolti da questi dispositivi.
Così come i nostri modi di interagire con i nostri brand preferiti. Ecco perché gli utenti di smartphone e tablet preferiscono contenuti concisi che vadano direttamente al punto.

Evita gli errore commessi ieri

È importante sapere cosa non fare!

Se la tua strategia per il 2017 è quella di migliorare i tuoi contenuti, raggiungere il tuo pubblico con testi pertinenti e autorevoli sfruttando più mezzi di comunicazione, allora sei sulla buona strada.

Ma nessuno di noi è immune dagli errori. L’importante è avere i giusti strumenti per riconoscerli ed evitarli, così potremmo diventare i leader del nostro pubblico e dare loro le soluzioni che cercano.